martedì 13 maggio 2008

Un mio articolo...(un po' "fuori stagione."..ma...sempre attuale)

Riflessioni sull’amore nel giorno degli innamorati
L’AMORE E’ ETERNO....FINCHE’ DURA
S. Valentino 2008


Quanti di voi credono ancora che l’amore sia eterno? Quanti credono che “amore vero” significhi avere le farfalle nello stomaco ogni qualvolta si veda il nostro lui o la nostra lei rientrare a casa la sera e che il “sempre” sia fatto di fuochi artificiali “finchè morte non ci separi”?
I greci insegnano. A differenza nostra, loro hanno due bellissime parole per definire il concetto di “Amore”: Eros e Agàpe.
L’Eros, come tutti più o meno sanno, rappresenta l’aspetto passionale dell’amore, ciò che innesca la scintilla dell’innamoramento tra due persone. L'Eros è qualcosa che ci invade, che non abbiamo tra le mani. È una forza della natura o, secondo i greci, una forza del destino; l'essere innamorati infatti non dipende da una nostra decisione. Si tratta quindi di un “cascarci dentro”, gli inglesi infatti utilizzano l’espressione “to fall in love”, letteralmente “cadere in amore”.
Pur essendo una forza prorompente l’Eros è intrinsecamente fragile, così come intrinsecamente fragile è la nostra vita. In alcuni casi può anche durare a lungo, ma nonostante questa eventualità rimane fragile. Basta un nulla perché appassisca, proprio come un fiore.
L’Agàpe invece è l’amore trascendente, l’amore infinito e incondizionato. E’ l’amore fatto di quotidianità, di ripetitività, di equilibri. E’ il caso di dire che l’Agàpe salva l’Eros, lo riscatta e lo difende dalla sua innata fragilità, lo salva dal logorio della routine della vita di coppia che è l'assuefazione della gioia del rapporto nonchè l'emergere dei difetti del partner prima coperti dall'abbaglio delll’Eros. L'Agape ridimensiona l'intransigenza dei progetti individuali, non enfatizza né le proprie rivendicazioni né i difetti del partner. Se l'Eros inizia come chimica, come attrazione, grazie all’Agàpe riesce a mantenersi e svilupparsi come storia. E’ ciò che permette l’accoglienza di quello “straniero” che il partner in qualche misura sempre rimane.
Per questo molte persone, trascorsi diversi anni di convivenza o matrimonio, dicono che il loro amore si è trasformato. Spesso le persone, specialmente le più giovani, danno una connotazione negativa a questa affermazione, ma in realtà non è affatto così. Chiunque pensi o si aspetti che la passione, l’attrazione e la voglia dell’altro rimanga intatta negli anni e che ogni giorno della vita di coppia sia un’esplosione dei sensi, rimarrà inevitabilmente deluso. Non si tratta di pessimismo o disfattismo, ma solamente di realismo e razionalità perchè, che se ne dica, l’amore è anche razionalità.
Invece di aspettarsi sempre qualche cosa di eccezionale, di esaltante come in un film d’amore dal proprio rapporto, occorrerebbe soffermarsi di più sulle piccole cose, sui gesti quotidiani, sulle parole e sugli sguardi. L’amore vero, quello che può durare anche per sempre non è certamente quello che toglie il fiato, ma è quello fatto di progetti comuni, di complicità, di giornate belle e meno belle, di giornate vissute con la consapevolezza che l’altro è un individuo ben diverso da noi, che non si può diventare “uno”, che è necessario mantenere la propria individualità, che l’amore a un certo punto diventa una scelta, una scelta razionale per tutta la vita o anche meno, non ha importanza.

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